"L'uomo che soffre ci appartiene" (GPII)

 



 

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Giubileo: il diritto di rimanere nella propria terra

In occasione del Giubileo della Misericordia  e su invito della Conferenza episcopale Italiana, Fondazione MISSIO, la Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV) e Caritas Italiana lanciano la campagna dal titolo “Il diritto di rimanere nella propria terra” (vedi il comunicato di lancio), per promuovere e garantire a ciascuno il diritto di restare nel proprio Paese vivendo in modo dignitoso.

Papa Francesco, con l'indizione di questo anno giubilare, ci indica infatti ancora una volta la via dell'accoglienza e della carità concreta. Le nostre Chiese sono da sempre in prima fila nel servizio, nella tutela, nell’accompagnamento dei più poveri e, di fronte al dramma dei migranti che continuano a perdere la vita lungo le diverse rotte della disperazione, il Consiglio Permanente della CEI ha approvato un un vademecum con una serie di indicazioni pratiche per le Diocesi italiane circa l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i paesi di provenienza dei migranti.  

Al punto 7 del vademecum la CEI evidenzia che “il doveroso impegno di  accoglienza non deve farci dimenticare le cause del cammino e della fuga dei migranti che arrivano nelle nostre comunità: guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose” e sollecita Caritas Italiana, Focsiv e Fondazione Missio a riconoscere il «diritto a restare nella propria terra».

Il lavoro unitario dei tre organismi a livello nazionale si traduce in questa campagna declinata in varie iniziative e proposte di riflessione durante tutto l'anno giubilare.

 

Questa sezione, insieme ad altri strumenti (siti internet, riviste, ecc.), vuole essere veicolo di informazione e spunti per le rispettive realtà a livello diocesano. L'auspicio è che sia utile per rafforzare nei vari territori tavoli di confronto, rielaborazione, rilancio e moltiplicazione di tali proposte. Nella logica di una bella pastorale di insieme.

 

Le riflessioni

Gennaio 2016: «Una porta aperta, anzi spalancata. Riconciliarsi con chi chiede di entrare a casa nostra»

Gennaio 2016: Tra il diritto di rimanere e il diritto alla mobilità

Dicembre 2015: «Le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove» (2COR 5, 14-21)

 

Ambiti di azione

La CEI ci chiede di «valorizzare le esperienze di cooperazione internazionale e di cooperazione missionaria» e aggiunge che «Nell’anno giubilare le Chiese in Italia si impegneranno a sostenere 1000 microrealizzazioni nei Paesi di provenienza dei migranti in fuga da guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose». Ecco le proposte.

 

1. Microrealizzazioni nelle terre di origine dei migranti puntando al citato traguardo di 1000 (mille):

 

2. Consapevoli e testimoni delle sofferenze dei migranti anche lungo le rotte migratorie, proponiamo una microrealizzazione speciale – idealmente la numero 1001, anche se in realtà sono diverse, suddivise in moduli – nei Paesi di transito, per garantire anche il diritto a una migrazione sicura, in particolare lungo la nuova rotta balcanica. Sosteniamo così le Chiese locali di questi Paesi, generalmente minoritarie, chiamate ad affrontare una sfida per loro del tutto nuova.

3. Una terza proposta raccoglie tutte le iniziative che rappresentano in modo particolare occasioni di scambio pastorale, rapporti solidali, formazione, animazione, sensibilizzazione.

 

Per contribuire è possibile trovare qui le indicazioni utili.

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