Albania 2012 - La felicità è reale solo quando è condivisa

Ho imparato che sette giorni sono sufficienti per guardare le cose da una diversa prospettiva. Basta andare nel posto giusto. Il posto giusto io l’ho trovato a Bajze, in Albania. E’ il posto in cui trovi qualche casa, sterminati campi di sterpaglie e poco altro: tre suore instancabili, un prete e una cinquantina di bambini.

Siamo partiti con la Caritas di Crema con l’intento di organizzare un campo estivo per i bambini albanesi. Un’idea di ciò che abbiamo fatto potete farvela se conoscete il Grest.

Perché dunque viaggiare per 34 ore per cercare una cosa che troverei a cinquanta metri da casa?

Perché un’esperienza del genere scioglie ogni pregiudizio. Perché vivere con quindici persone che non conosci ti costringe a metterti un po’ in discussione. E perché queste quindici persone ora mi piace definirle interessanti ed interessate e stando qui non avrei avuto modo di conoscerle in maniera approfondita. Perché ho imparato a non dare per scontate le possibilità che noi ragazzi abbiamo qui in Italia; soprattutto noi ragazze possiamo vestirci come ci pare, uscire come, quando, dove e con chi vogliamo; possiamo proseguire gli studi se lo desideriamo oppure cercarci un lavoro. Perché ho capito che se vai in giro senza trucco, con i capelli legati alla bell’e meglio e tutta sudata non sei brutta, hai solo caldo. Ma soprattutto per quello che ti danno dei bambini che non sono abituati a ricevere attenzioni, a vedere un adulto che gioca con loro e ad essere applauditi. E per i ragazzi e le ragazze, adorabili, che ci hanno aiutato con entusiasmo ed hanno collaborato nel ruolo di animatori; il loro contributo è stato fondamentale. Perché ho capito molto bene “che dal bene nasce il meglio”.

Marta Spoldi

Blog della comunità parrocchiale e del quartiere di San Bernardino

 

25 Agosto 2012