Vivere la Risurrezione con i poveri

Faccio molta fatica a pensare al modo con cui comunicare ai poveri che il Signore è risorto e ci invita ad incontrarlo.

Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno» (Mt 28,10).

 

La mancanza ormai cronica di prospettiva per il ritorno ad una occupazione lavorativa che garantisca il necessario si scontra violentemente con l’annuncio della Resurrezione. Questa situazione porta con sé anche il rischio di una pesantezza in noi e nelle nostre comunità, con il desiderio di cambiare registro occupandoci di altro, con l’impressione che le risposte ai poveri le abbiamo già date e non sono mai sufficienti, che non possiamo più far nulla. Eppure Gesù è risorto e questo messaggio è per tutti, soprattutto per i poveri. Allora penso diventi importante fare attenzione all’invito rivoltoci ad andare in Galilea per incontrare il Risorto.

La Galilea nel Vangelo richiama sempre grandi significati sociali e relazionali, proviamo a tradurli nell’attualità: quali indicazioni possiamo dare ai poveri per trovare la Galilea dove incontreranno il Risorto?

Ci viene in aiuto in modo straordinario Papa Francesco richiamandoci a divenire noi stessi poveri per stare con i poveri, non come soccorritori e soccorsi, ma come destinatari dell’invito di Gesù. La Galilea indicata da Gesù allora siamo noi stessi, le nostre comunità, la nostra disponibilità a lasciarci coinvolgere in un reale cambiamento di stile di vita che si sappia fare accogliente.

L’annuncio della Resurrezione ai poveri allora consiste nel cambiamento del nostro stile di vita che  trasmetta tramite noi la compassione e la misericordia di Dio stesso e attraverso loro la compassione di Dio per noi.

In concreto le nostre abitudini, che ci hanno garantito un benessere materiale e una tranquillità spirituale, non sono più adeguate al tempo che viviamo, proviamo insieme a ricercare con coraggio le nuove strade che la fedeltà al Vangelo del Risorto ci chiede!

 

A tutti l’augurio di una serena Pasqua di Risurrezione,

Don Francesco Gipponi